Caprarica di Lecce

Visita guidata in Piazza Vittoria e Castello Baronale

Benvenuti a Caprarica di Lecce, più precisamente a Piazza Vittoria, il luogo dove comincia, si intreccia e fiorisce la nostra storia. Le origini antiche della città, si rintracciano nel suo stesso toponimo: "caprarica" infatti è interpretabile in due modi diversi, a seconda che si intenda nell’accezione "capra-ricca" , cioè ricca di capre, perché molti nostri antenati si dedicavano alla pastorizia; l’altra derivazione attendibile invece riconduce ad un oggetto di invenzione romana, una macchina per sollevare blocchi di pietra moto pesanti, chiamata per l’appunto, la capra.

"PASSEGGIARE" SULLA STORIA: (LE MATTONELLE) PIAZZA VITTORIA

Quest’ultima versione, legata alla discendenza romana, è provata ulteriormente dalla moltitudine di grotte e cave d'estrazione che circondano diffusamente tutto il circondario. Una testimonianza resa anche dalle diverse mattonelle disposte come pavimentazione della piazza. Un modo simbolico per evidenziare con tocco di fantasia le varie fasi di sviluppo ricostruite nel corso delle nostre ricerche.
Sino al 2004 si credeva infatti che il nostro paese fosse nato attorno al XV-XVI secolo, ma dopo un inaspettato ritrovamento dell'abside di una chiesa del ‘400 ci siamo dovuti ricredere. Non solo la zona era abitata da almeno due secoli, ma coincideva con il periodo attribuito alla nascita del bellissimo quanto misterioso castello che oggi potete ammirare, dopo diversi ampliamenti in stile barocco.

Anche la scelta delle mattonelle grigie rivela una sua curiosità artistica. La sua funzione è quella di risaltare la “seconda” chiesa, edificata nel ‘700 in Piazza Vittoria e poi abbattuta nel 1958 perché pericolante (o almeno così pare, malgrado altri edifici della stessa età sono stati restaurati e non abbattuti!). Questo tipo di restauro tuttavia, non è casuale e si ispira alla famosa Place de la Bastille a Parigi.

Per ricordare la famosa prigione, presa d’assalto durante la rivoluzione, si preferì disegnare il perimetro sulla piazza ad essa dedicata. Anche in questo caso è stato tracciato un perimetro di colore grigio, al cui interno sono disposte e orientate religiosamente sia tombe che ossari, risalenti tra il XIII e il XIV secolo.

I reperti più belli sono visibili ancora oggi presso il Dipartimento dei Beni Culturali di Lecce, spaziando tra orecchini, fibule, monete e altri oggetti; consigliato anche agli “amanti del mistero”, per la scoperta di una strana tomba in cui sono stati trovati dei bambini.

DAME E CAVALIERI ALLA CORTE DI CAPRARICA: IL PALAZZO BARONALE

Il castello feudale di Caprarica di Lecce (o palazzo Baronale), nasce su una struttura composta da due torri di avvistamento, presenti ancora oggi, erette in epoca Normanna, XII sec. Una di queste si trova nel curatissimo giardino che divide le due ali del palazzo, mentre la seconda è inglobata nel'ampliamento cinquecentesco voluto dal Barone Guarini. Una delle modifiche a cui verrà sottoposto dai suoi successori, considerando che il maniero verrà successivamente rinnovato da tutti i feudatari che succedutisi fino ai Giustiniani nel XVIII secolo, diventando uno splendido gioiello Rococò.

Non si sa con certezza chi fu il primo a disegnare la pianta del Palazzo, a differenza degli angeli che sormontano il portone, attribuibili verosimilmente alla firma di Gian Giacomo dell'Acaya. All’epoca era un famoso architetto militare di Carlo V, e anche per questo rimane il mistero del perché si sia visto affidare la costruzione di un palazzo gentilizio.

Una volta superati i due frantoi ipogei e le scuderie, è sufficiente superare il bugnato portone per ritrovarsi subito di fronte alle rampe di scale che portano al primo piano. Impossibile salire i gradini senza rivolgere uno sguardo alle meravigliose ghirlande di fiori scolpite sui muri. Per vedere quelli veri invece si può fare alla fine delle scale, accedendo ad un balcone da cui si possono ammirare tutto il giardino e l’altra torre, intatta ancora oggi. Dall’alto inoltre è possibile anche osservare le tracce dell’opificio ospitato tra le mura, intuendone la grandezza già dai segni ancora presenti.

Procedendo invece all’interno del piano stesso, la visita continua con le stanze riservate ai feudatari, ricche e prestigiose come quelle gentilizie, finemente arricchite per la rappresentanza dei castellani. Non è un caso che superata una porta color verde smeraldo del ‘700, ci si ritrovi nell’anticamera, dove sul marmo ancora oggi si può vedere “Il morso” del cavallo, emblema dei Rossi, ultimi feudatari del Palazzo Baronale.

Il castello però non esaurisce certo qui le sue meraviglie. Attraversata la stanza e superata una nuova porta, si fa ingresso nella biblioteca, ricolma di antichi testi e sussurrati sogni. L’ambiente successivo invece è quello della sala, ampia e ariosa, dedicata agli ospiti. Un luogo degno di memoria, anche perché è proprio qui che venne inviata Antonietta De Pace, la stella del risorgimento. La ragazza venne mandata qui per volere del padre, affinché Don Gennaro Rossi provvedesse alla sua istruzione, avviata agli studi giuridici.

Adiacente alla sala degli ospiti e la stanza da pranzo, alzando gli occhi, potete ancora ammirare il soffitto e il gigantesco quadro che vi troneggia. Si tratta del quadro di Apollo, accompagnato dalle muse, qui rappresentate da una corona di ovali. Uno spettacolo suggestivo tanto quanto la sala degli specchi, spazio prediletto per feste e balli, anche se non è possibile vederla.

Si narra che ci siano delle vie di fuga nel sottosuolo del palazzo baronale di Caprarica di Lecce, che ne custodisce fiero le sue favole, e i suoi segreti.


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@ grafica di Ivan Sammartino - IWStudio